Si spegne il Prof. Michele Costantino

Si è spento serenamente, quasi senza accorgersene, dopo una lunga malattia che l’aveva lentamente logorato. È scomparso così, in un tranquillo e assolato pomeriggio domenicale, l’avvocato Michele Costantino. L’oblio è arrivato mentre si trovava nella sua villa a Riva dei Tessali, il luogo dove aveva detto di voler morire. Se ne va un pezzo di storia della giurisprudenza pugliese ma non solo, colui che per 20 anni ha seguito il processo Petruzzelli.

«Ha occupato gli ultimi 20 anni della sua vita e lo ha anche molto provato», ricorda l’avvocato Manuel Virgintino, presidente dell’Ordine degli avvocati. È il cronista a dargli la brutta notizia, al telefono, e gli si spegne la voce. «Non era solo un grande avvocato, uno scienziato della gurisprudenza che ha insegnato molto soprattutto a quelli della mia generazione ma anche una persona stupenda, una mente brillante e irriverente, un’intelligenza fuori dal comune».

Ordinario di Diritto privato e civile dell’Universirà di Bari, facoltà di Giurisprudenza, dal lontano 1974, componente della Commissione per il trasferimento delle funzioni amministrative dalla Stato alle regioni. Era anche consulente del Comitato ristretto della Commissione per la riforma del condominio. Insomma con il suo intelletto ha cambiato il volto della giurisprudenza pugliese. Aveva solo 76 anni ma la malattia lo aveva ghermito da tempo. «Sapevamo che era molto grave – dice Virgintino – ma non mi aspettavo questa notizia. Mi ha insegnato tanto!».
Costantino era anche avvocato patrocinante in Cassazione, in particolare era esperto di diritto civile e amministrativo. «Non aveva partecipato alla recente cerimonia che si fa per i 50 anni di toga ma ha mandato suo figlio a rappresentarlo. Lì ho capito che era grave», conclude Virgintino. E così lo ricorda: «Una persona sui generis, un vero genio del diritto». 

Fonte “La Gazzetta del Mezzogiorno”