Renato Dell’Andro, un maestro di diritto

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Un convegno e un premio dedicato al  Prof. Renato Dell’Andro, Giudice della Corte Costituzionale, Ordinario e Preside della Facoltà di Giurisprudenza di Bari, ma anche uomo delle istituzioni quale Sindaco di Bari, prima, e Sottosegretario di Stato, poi.

L’incontro, promosso dalla Fondazione Nuove Proposte presieduta dall’Avv. Elio Greco (a destra nella foto), si è tenuto l’8 giugno a Martina Franca ed è stato curato dall’Avv. Martino Sportelli (a sinistra nella foto), già Assistente Universitario di Dell’Andro ed attualmente Giudice Coordinatore dell’Ufficio del Giudice di Pace di Martina Franca.

Il premio “Dell’Andro” è assegnato al Magistrato Pietro Errede (al centro nella foto), attualmente in servizio presso il Tribunale di Bari, il quale, come sostituto procuratore presso la Procura di Parma si è occupato di importanti inchieste, quale quella sul rapimento e l’omicidio del piccolo Tommy Onofri, il bimbo di diciotto mesi sequestrato da quattro balordi la sera del 3 marzo 2006 in un paesino del parmense e poi ritrovato ucciso sulle rive del fiume Enza a poca distanza dalla sua abitazione; quella sul traffico di sostanze dopanti che vedeva coinvolti alcuni personaggi dello sport e l’inchiesta sull’istigazione al suicidio di Alessandro Bassi, dirigente della Parmalat, la multinazionale in quel periodo coinvolta in pieno nello scandalo della maxitruffa a migliaia di piccoli azionisti da parte dell’allora presidente Callisto Tanzi. Tra una inchiesta e l’altra il nuovo giudice ha avuto il tempo di scrivere un libro su “Frode sportiva e doping” alla luce di un caso giurisprudenziale: il caso Juventus, relativo proprio al caso sportivo che ha visto coinvolta la Juventus, accusata di frode sportiva mediante doping alla luce delle testimonianze rese dai suoi atleti Tacchinardi, Conte, Del Piero, Baggio, Ravanelli, Zidane, Ferrara per citare i più noti. Come si ricorderà, nel maggio 2007, con decisione n. 21324, la seconda sezione penale della Corte di Cassazione ribaltò la sentenza di assoluzione per Antonio Giraudo e Riccardo Agricola, emanata dalla Corte d’Appello in merito al caso doping. La Suprema Corte ritenne che la somministrazione di sostanze dopanti agli atleti juventini fosse punibile come frode sportiva, anche se il reato contestato si doveva ormai ritenere caduto in prescrizione.