LA NOTIFICA IN PROPRIO DEGLI ATTI GIUDIZIARI: basta con le file e le code!

Con la legge 53/1994 ci è stata attribuita la facoltà di notificazione in proprio degli atti giudiziari, potendo così fare a meno della intermediazione necessaria dell’Ufficiale Giudiziario.

CHI PUÒ NOTIFICARE A MEZZO POSTA

Ha la facoltà di notificare un Avvocato che:

sia iscritto all’albo;

– sia stato preventivamente autorizzato dal proprio Consiglio dell’Ordine;

– sia munito d’apposito registro cronologico;

– sia munito di procura alle liti, rilasciata nelle forme di cui all’art. 83 c.p.c.3. 

L’autorizzazione deve essere richiesta e data dal Consiglio dell’Ordine competente in relazione all’iscrizione, essa è personale e – quindi – non può essere rilasciata indistintamente in favore delle associazioni professionali.

La legge prevede che l’autorizzazione possa essere concessa solo se l’avvocato non ha procedimenti disciplinari in corso e non ha riportato la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio professionale o altra più grave sanzione (cancellazione o radiazione).

Per ottenere l’autorizzazione bisogna obbligatoriamente munirsi del registro cronologico.

Il registro sarà numerato e vidimato, in ogni mezzo foglio, dal Presidente del Consiglio dell’Ordine o da un consigliere delegato.

Le buste e gli avvisi di ricevimento necessari per le notifiche possono essere acquistate presso l’ Ufficio postale.

N.B. – Per l’avvocato che notifica personalmente per mezzo del servizio postale non esistono i limiti di competenza territoriale, cui è soggetto invece l’Ufficiale Giudiziario.

Ottenuta l’autorizzazione dal Consiglio dell’Ordine, si può iniziare a notificare.

I VANTAGGI DELLA NOTIFICA IN PROPRIO A MEZZO DEL SERVIZIO POSTALE

– consente di effettuare le notifiche degli atti negli orari di apertura degli Uffici Postali, e quindi anche nel pomeriggio

– è possibile effettuare una notifica da qualsiasi Ufficio Postale, senza alcun limite di competenza territoriale

– consente l’immediata disponibilità dell’originale dell’atto notificato senza doversi recare nuovamente a ritirare l’atto

– consente di poter verificare l’esito della raccomandata utilizzando dal sito delle Poste il servizio di monitoraggio per sapere se è stata già consegnata al destinatario

– ulteriore vantaggio è costituito dall’applicazione anche alle notifiche postali fatte dall’avvocato sul momento in cui si perfeziona la notifica a mezzo posta.

Il nuovo tipo di notificazione degli atti civili, amministrativi e stragiudiziali delineato dalla l. 21 gennaio 1994 n. 53 (che si affianca alle forme tradizionali di notificazione) si basa sull’eliminazione del coinvolgimento della figura dell’ufficiale giudiziario, in quanto il difensore è stato trasformato in organo del relativo procedimento notificatorio, con la conseguenza che, a differenza di quanto avviene per l’ufficiale giudiziario, per il quale, in quanto inserito nell’organico giudiziario, vige il principio fondamentale della competenza territoriale, nei confronti dell’avvocato non può configurarsi alcuna questione di competenza territoriale, non incontrando egli alcun limite territoriale alla sua potestà notificatoria.

COME SI TIENE IL REGISTRO

Nel registro va annotata giornalmente ogni notificazione eseguita.

Anche ai fini del compimento di tali annotazioni, l’avvocato è considerato pubblico ufficiale ad ogni effetto di legge.

COSA SI DEVE ANNOTARE NEL REGISTRO

– il numero d’ordine della notificazione è progressivo per ogni notifica, anche se i destinatari sono più di uno (è comunque possibile attribuire un numero progressivo anche per ogni destinatario del medesimo atto da notificare); consiglio di proseguire nella numerazione anche se cambia l’anno

– il cognome ed il nome della parte istante;

– la natura dell’atto da notificare;

– l’Ufficio Giudiziario ed eventualmente la Sezione (se la notifica è fatta in coso di causa);

– il cognome ed il nome del destinatario della notifica;

– l’indirizzo ove l’atto deve essere spedito (notifica postale) o il luogo ove è avvenuta la notifica

diretta;

– il numero della raccomandata e l’Ufficio Postale;

– la data di spedizione e quella di ricezione;

– le spese postali;

– se la notifica è fatta a mani d’altro avvocato, la data e l’ora della consegna, indicando le generalità del ricevente e facendogli sottoscrivere l’atto ed il registro;

– gli estremi del deposito in cancelleria di copia dell’atto notificato in opposizione ex art. 645 C.p.c. o per impugnazione.

Ovviamente il registro va tenuto secondo le ordinarie norme, senza spazi bianchi, abrasioni, con 14 cancellazioni leggibili e senza uso del cd. “bianchetto” per cancellare.

Ogni notificazione deve essere annotata, giornalmente, sul registro cronologico.

GLI ATTI CHE SI POSSONO NOTIFICARE

Gli atti che si possono notificare secondo la legge 53/1994 sono:

– gli atti in materia civile ed amministrativa;

– gli atti stragiudiziali.

Quindi quasi tutti gli atti processuali, gli atti civili di esercizio di diritti sostanziali, quali la messa in mora, la diffida, la disdetta, l’opzione e gli atti amministrativi di diffida o di messa in mora per provocare il silenzio assenso o il silenzio rifiuto.

L’avvocato non può notificare gli atti processuali che sono e restano di competenza esclusiva degli ufficiali giudiziari, quali ad esempio le intimazioni ai testi (ma il problema è facilmente superabile attesa la nuova formulazione del terzo comma dell’art. 250 c.p.c.), l’avviso di sloggio ed i pignoramenti immobiliari o presso terzi.

Si ritiene ormai pacifico che possano essere notificati in proprio anche gli atti d’introduzione del giudizio arbitrale, indipendentemente dalla natura dell’arbitrato (ovviamente dall’avvocato munito di procura).

PARTICOLARI ADEMPIMENTI SUCCESSIVI ALLA NOTIFICA DI ALCUNI ATTI PROCESSUALI.

Gli atti d’impugnazione e l’atto d’opposizione a decreto ingiuntivo comportano l’obbligo per il difensore notificante di sostituirsi all’Ufficiale Giudiziario nel dare avviso alla Cancelleria del Giudice che ha emesso il provvedimento impugnato o il decreto opposto mediante deposito di copia dell’atto notificato.

Nei casi di notificazione dell’intimazione di sfratto, qualora l’atto non sia ricevuto personalmente dal destinatario, l’avvocato deve provvedere all’inoltro con lettera raccomandata della comunicazione di cui all’art. 660 ult. comma c.p.c..

COME SI FA UNA NOTIFICA IN PROPRIO

Ci sono due forme di notifica: quella a mezzo del servizio postale e quella diretta.

Si è ora aggiunta la possibilità di notificare in proprio a mezzo pec (per la quale mi riservo di approfondirne le modalità).

LA NOTIFICA A MEZZO POSTA O DEL SERVIZIO POSTALE

L’avvocato che procede alla notifica a mezzo posta deve:

– preventivamente acquistare speciali buste e moduli conformi al modello stabilito dall’Amministrazione Postale per la notifica degli atti giudiziari (simili a quelle usate dagli Ufficiali Giudiziari);

– sulle buste il notificante deve apporre il nome ed il cognome, la residenza o il domicilio del

destinatario, il numero del registro cronologico, sottoscriverle ed indicare il proprio domicilio;

– precompilare l’avviso di ricevimento ed apporvi tutte le indicazioni richieste dal modulo predisposto dall’Amministrazione postale; inoltre riportarvi il numero di registro cronologico e, per le notificazioni effettuate prima dell’iscrizione a ruolo della causa, indicare come mittente il nominativo della parte istante e del suo procuratore (esempio: Tizio presso il proc. e dom. avv. ….), mentre per quelle in corso di causa va apposta anche l’indicazione dell’ufficio giudiziario e, se esiste, della sezione (esempio: Trib. Vr. Sez. A);

– scrivere la relata di notifica sull’originale e sulla copia dell’atto, indicando l’ufficio postale per mezzo del quale è spedita la copia dell’atto. La relata potrà essere del seguente tenore:

“Io sottoscritto avvocato … in virtù dell’autorizzazione del Consiglio dell’Ordine di … in data …. rilasciata il …, previa iscrizione al nr. … del mio registro cronologico, ho notificato per conto di (specificare le generalità di chi ha dato la procura) il su esteso atto (specificare tipo) a …, ivi trasmettendone copia per mezzo del servizio postale con racc. a.r. nr. … spedita dall’Ufficio Postale di MARTINA FRANCA – Posta Centrale in data corrispondente a quella del timbro postale. Avv. … (e sottoscrizione dell’avvocato)”.

– presentare all’ufficio postale l’originale e la copia dell’atto completi della relata, la busta non chiusa e l’avviso di ricevimento come sopra completati.

Si segnala, comunque, sulla possibilità di presentare gli atti per la notifica a mezzo posta anche per mezzo di persona addetta allo studio, la circolare numero 289 della direzione provinciale delle Poste di Padova 1 luglio ’94, che riporta precisazioni del Ministero della Giustizia ove non risultano sollevate questioni in punto. Si rinviene anche una sentenza della Corte di Cassazione in data 13.06.00 n. 8041 che nella parte motiva riconosce la possibilità dell’intervento di soggetti diversi limitatamente all’ipotesi di notificazione, da parte dell’avvocato, a mezzo del servizio postale (escludendo invece detta possibilità espressamente nell’ipotesi di notifica diretta).

L’ufficio postale:

– appone in calce all’originale ed alla copia dell’atto il timbro di vidimazione;18

– inserisce la copia o le copie da notificare nelle buste predisposte dall’avvocato notificante;

– restituisce all’avvocato che richiede la notifica l’originale dell’atto vidimato.

Prima di depositare o esibire l’atto, l’avvocato deve apporre ed annullare la marca da bollo per i diritti di notifica prevista dall’art. 2 del D.M. 27.5.1994. Detta normativa viene ritenuta non abrogata con l’entrata in vigore del contributo unificato che sopprimerebbe il solo diritto di chiamata (che non esisteva più da tempo), ma non quello di notifica.

I bolli devono essere pari a Euro 2,60 per le notifiche fino a due destinatari, Euro 7,70 per le notifiche da tre a sei destinatari, Euro 12,40 per atti aventi sei o più destinatari.

Va conservato l’avviso di spedizione della raccomandata, che va poi allegato all’atto e che, in ogni caso, consente l’iscrizione a ruolo della causa, anche se non è ancora ritornata la cartolina postale di ricevimento.

Si ricorda che nei casi in cui il cancelliere deve prendere nota sull’originale del provvedimento dell’avvenuta notificazione di un atto di opposizione o di impugnazione ai sensi dell’art. 645 c.p.c. e art. 123 disp. att. c.p.c., il notificante deve provvedere a depositare copia semplice dell’atto notificato presso il cancelliere del giudice che ha pronunciato il provvedimento.

L’EMISSIONE DELLA CAN (Comunicazione Avvenuta Notifica)

La legge di conversione del c.d. “decreto milleproroghe” (L. n.31/08) ha introdotto (art. 36, commi 2-quater e 2-quinquies) modifiche alla disciplina dettata dalla legge 20 novembre 1982, n. 890, recante disciplina in materia di “Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari” (in G.U. 4 dicembre 1982, n. 334).

In particolare si è stabilito, a garanzia dell’effettiva conoscenza da parte del destinatario dell’avvenuta notifica, che, qualora l’agente postale provveda alla consegna del piego a soggetto diverso dal destinatario dell’atto da notificare, ha comunque l’obbligo di notiziare quest’ultimo dell’avvenuta notificazione del piego a persona diversa mediante l’invio di una raccomandata al soggetto destinatario.

Tali modifiche si applicano conseguentemente anche alla notifica a mezzo posta ex legge 53/1994.

Qualora nella notifica in proprio non sia stato emesso dall’agente postale il CAN, bisogna farlo presente all’Ufficio Postale del destinatario dell’atto ed inviare a detto Ufficio l’avviso di ricevimento perché provveda all’emissione ed annotazione del CAN sull’avviso medesimo che verrà poi restituito all’avvocato notificatore.

Il che autorizza a ritenere che la marca possa essere applicata anche in seguito, quando la citazione è depositata per l’iscrizione a ruolo o il precetto consegnato per l’esecuzione.

Una circolare del Ministero di Giustizia ha recentemente affermato la vigenza di tale bollo, ribadendo che non può ritenersi abrogato tale diritto dall’introduzione del “contributo unificato”.

LA NOTIFICA IN PROPRIO DEGLI ATTI TRASMESSI VIA FAX

Se l’avvocato che trasmette l’atto e quello che lo riceve sono muniti di procura alle liti ex art. 83 c.p.c. e sono rispettate le altre formalità previste dalla L. 7 giugno 1993, n. 183 (attenzione alla leggibilità della sottoscrizione anche di chi conferisce la procura), il procuratore domiciliatario che ha ricevuto l’atto, sempre che sia autorizzato dal proprio Ordine a eseguire le notifiche in proprio, dopo aver sottoscritto l’atto ricevuto via fax per dare conformità all’originale, potrà provvedere alla notifica ex L. 53/1994 dell’atto trasmesso via fax.

IL MOMENTO DI PERFEZIONAMENTO DELLA NOTIFICA

Il principio enunciato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 477 del 2002, in base al quale la notificazione si perfeziona, per il notificante, alla data di consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario, si applica anche alla notificazione cui proceda “tout court” il difensore, in forza di autorizzazione rilasciatagli dal Consiglio dell’Ordine di appartenenza ai sensi della l. n. 53 del 1994. In tal senso il piego sia stato consegnato dall’agente postale a persona diversa dal destinatario tra quelle indicate dall’art. 7, comma 2, della legge n. 890 del 1982, deve ritenersi che la sottoscrizione illeggibile apposta nello spazio riservato alla firma del ricevente sia stata vergata dallo stesso destinatario, la notificazione è valida, non risultando integrata alcuna delle ipotesi di nullità di cui alí art. 160 c.p. c.”.

Ricordarsi, però, di depositare in causa l’originale dell’atto contenente la procura.

COME OTTENERE IL TITOLO IDONEO PER LA TRASCRIZIONE DELLE DOMANDE GIUDIZIALI NEL CASO SIA STATA ESEGUITA LA NOTIFICAZIONE MEDIANTE NOTIFICA IN PROPRIO.

Non disponendo l’avvocato notificatore – a differenza dell’ufficiale giudiziario – del potere di certificare la conformità della copia rispetto all’originale, la trascrizione delle domande potrà eseguirsi avvalendosi del titolo costituito dalla “copia c.d. conforme uso trascrizione” dell’atto notificato; copia che potrà essere richiesta al cancelliere immediatamente dopo l’iscrizione della causa a ruolo (si richiede però, a questo fine, che sia allegato l’avviso di ricevimento dell’atto notificato).

Avendo urgenza di dover trascrivere l’atto si consiglia di ricorrere alla notifica “a mani” a mezzo Ufficiale Giudiziario, poiché si entra subito in possesso della copia per la trascrizione.

LA NOTIFICA DIRETTA

Questa notifica si attua con la consegna diretta dell’atto, da parte del difensore, nel domicilio del destinatario.

Ciò è possibile a condizione che:

il destinatario sia altro avvocato che abbia la qualità di domiciliatario di una parte.

– il destinatario sia iscritto nello stesso albo del difensore notificante

– l’atto sia preventivamente vidimato e datato dal Consiglio dell’Ordine nel cui albo entrambi sono iscritti. La formula da apporre sull’originale e sulla copia, prima della relata di notifica, potrebbe essere la seguente

“Si vidima il presente atto ai sensi del secondo comma art. 4 Legge 21.1.1994 nr. 53, composto di … pagine. Luogo, Data, Timbro C.d.O e firma”

L’atto deve essere consegnato personalmente (la notifica diretta non può essere delegata a

collaboratori o segretarie) nelle mani proprie del destinatario nel suo domicilio (e quindi non in un qualunque luogo), oppure, se la notifica non può essere fatta personalmente, a persona addetta allo studio ovvero al servizio del destinatario.

Non è pertanto ammissibile la consegna ad altri soggetti quali il portiere, il vicino.

Il Collega che riceve l’atto, o la persona addetta allo studio o al servizio alla quale viene consegnato, devono sottoscrivere sia l’originale che la copia dell’atto notificato, nonché il registro cronologico, che quindi l’avvocato notificante deve portare con sè in ogni occasione di notifica diretta.

Inoltre, se la persona che riceve l’atto è diversa dal destinatario, la firma deve essere seguita dalla specificazione delle generalità e dalla qualità rivestita dal consegnatario (tale specificazione deve seguire le firme e va riportata sull’originale, sulla copia notificata e sul registro cronologico).

Un esempio di relata di notifica può essere:

“Io sottoscritto avvocato … in virtù dell’autorizzazione del Consiglio dell’Ordine di…. rilasciata il…, previa iscrizione al nr. … del mio registro cronologico, ho notificato per conto di (specificare le generalità di chi ha dato la procura) il su esteso atto (specificare tipo) a … presso il suo proc. e dom. avv. ….. con studio in … ed ivi a mani dello stesso (oppure “non avendolo rinvenuto ed ivi a mani di … addetta allo studio o al servizio dello stesso”); firma di chi riceve e, se chi riceve è un addetto allo studio o al servizio, specificazione delle generalità e della qualità rivestita dal consegnatario, esempio Tizia nata a … il …, impiegata).”

La dottrina (Punzi) in ipotesi di rifiuto a ricevere un atto ritiene non applicabile l’art. 138,

La notificazione di un atto processuale (nella specie, sentenza di primo grado) eseguita, “ex lege” n. 53 del 1994, in forma “diretta” (e non a mezzo del servizio postale) da un avvocato munito di procura alle liti e dell’autorizzazione del consiglio dell’ordine di appartenenza deve considerarsi giuridicamente inesistente se delegata ad altri, neppure se il delegato eserciti la medesima professione legale. (Cassazione civile, sez. I, 13 giugno 2000, n. 8041).

Cassazione nr. 4986/2001: “Si può però ritenere che la norma sulla consegna diretta si presti ad essere applicata anche nei casi di difesa personale della parte (art. 86 cod. proc. civ.) e, per ulteriore estensione, anche in quello delle notificazioni indirizzate al pubblico ministero (com’è nel processo penale, in base all’art. 153.comma1. cod. proc. pen.), visto che l’ufficio del pubblico ministero sta in giudizio senza ministero di difensore.”17 comma 2, c.p.c.,. Rifiutare, ingiustificatamente, una notifica diretta costituirebbe comunque un illecito deontologico.