In attesa della riforma della giustizia civile ecco quella della Giustizia Sportiva: il parere di Guido Del Re, esperto di diritto sportivo

E’ un dato di fatto, peraltro riconosciuto da tutti (addetti ai lavori e non), che il nostro sistema processuale sia troppo farraginoso.

A più riprese, Michele Viettti, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura – che tra l’altro è un avvocato – ha lamentato che gli attuali tre gradi di giudizio “sono un lusso che non possiamo più permetterci”.

Sulla stessa lunghezza d’onda dell’On.le Vietti si è sintonizzata la Giunta Nazionale del CONI che nel dicembre scorso, ha presentato la bozza del testo di modifica degli articoli 12, 12 bis e 12 ter dello Statuto relativi agli organi di giustizia del CONI. Tra le novità, appunto, la eliminazione di un organo di terzo grado di merito a favore di un giudice di legittimità.

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Ad oggi gli organi di giustizia previsti dal CONI so due: l’Alta Corte di Giustizia Sportiva competente per controversie aventi ad oggetto la “lesione” di diritti indisponibili, ossia quei diritti la cui disponibilità è sottratta al titolare del diritto stesso ed a cui non è quindi possibile rinunciarvi ed il
Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport competente per le controversie, concernenti diritti disponibili. La riforma, attraverso la costituzione di un Collegio di Garanzia e di una nuova Procura Generale, ha come obiettivo principale creare un sistema sanzionatorio che assicuri giustizia, ma che sia al contempo, celere ed efficiente.
“A seguito di uno studio effettuato – spiega Guido Del Re – è emerso che negli ultimi tre anni, il 95% dei contenziosi è stato promosso dagli appartenenti alla FIGC (tesserati e società), mentre il restante 5% distribuito tra le altre Federazioni. Da tale studio è pertanto emerso che gli organi del CONI hanno svolto la funzione di terzo grado per le controversie derivanti dall’ordinamento sportivo calcistico e perciò, con la riforma verrà dato maggior rilievo a tale dato e verranno
soppressi i due organi di giustizia operativi e sostituiti con il Collegio di Garanzia dello Sport e la Procura Generale dello Sport con l’obiettivo primario di garantire e preservare l’autonomia delle Federazioni nell’amministrazione della giustizia, responsabilizzare il più possibile gli organi di giustizia federale, ribadendo ed affermando il potere di vigilanza e di coordinamento attribuito dalla legge al CONI nei confronti delle Federazioni e di garantire il rispetto del
principio di lealtà nell’ordinamento sportivo. La riforma in oggetto ha affrontato il problema dei 3 gradi di giustizia di merito che rendono l’ordinamento sportivo calcistico unico nel suo genere. Non mi convince la figura del giudice di legittimità all’interno dell’ordinamento sportivo vista la celerità che caratterizza la giustizia sportiva – continua Del Re, che aggiunge – L’intento del legislatore sportivo è quello di eliminare un organo di terzo grado di merito a favore di un giudice di legittimità e di ovviare alla natura arbitrale degli odierni organi del C.O.N.I. A tal proposito avrei personalmente mantenuto e modificato i due organi oggi esistenti (il TNAS e l’Alta Corte) nominando il primo giudice di legittimità per tutti i contenziosi derivanti dalla F.I.G.C. e l’Alta Corte competente per tutte le altre Federazioni affiliate al C.O.N.I. Inoltre, ho dei dubbi sull’effettiva efficacia della figura della “Super Procura”, visto l’ottimo lavoro attualmente svolto dalla
Procura Federale, ma è certo qualcosa in ambito di riforma della giustizia sportiva lentamente si sta muovendo”.

Fonte: http://www.diritto24.ilsole24ore.com/art/avvocatoAffari/newsStudiLegaliEOrdini/2014-03-19/riforma-giustizia-sportiva-parere-163058.php

 

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