“Il consumo di gruppo di sostanze stupefacenti integra illecito amministrativo e non già reato”.

Lo hanno ribadito le Sezioni unite della Cassazione, con la sentenza 25401/2013

Secondo le S.U. della Cassazione “il c.d. consumo di gruppo di sostanze stupefacenti, sia nel caso di acquisto in comune sia in quello del mandato all’acquisto collettivo ad uno degli assuntori e nell’originaria conoscenza dell’identità degli altri, continua a costituire, anche dopo le modifiche apportate dalla legge 21 febbraio 2006, n. 49, una ipotesi di uso esclusivamente personale dei partecipanti al gruppo“.
Ragion per cui un simile comportamento “integra l’illecito amministrativo di cui all’articolo 75 e non già il reato di cui all’articolo 73, comma 1-bis“.
Non può infatti ritenersi” – prosegue la sentenza – “che tali modifiche, ed in particolare, per quanto qui interessa, l’equivoca e non risolutiva aggiunta dell’avverbio ‘esclusivamente’, possano essere intese nel senso che abbiano addirittura introdotto una nuova fattispecie incriminatrice punendo un fatto in precedenza pacificamente integrante, secondo il diritto vivente, un illecito amministrativo“.