I contribuenti e gli uffici che si dimenticano di produrre documenti in primo grado, possono esibirli in secondo grado.

Secondo la Cassazione, infatti, le parti possono depositare nuovi documenti in appello, dal momento che l’eventuale irritualità della loro produzione in primo grado non rileva.È questo il contenuto della sentenza 12783/2015 della Suprema corte, depositata il 19 giugno 2015.

Con questa sentenza, la Cassazione rigetta il ricorso del contribuente che aveva eccepito la tardiva produzione di documenti esibiti dall’ente impositore, nel caso specifico dal Comune, solo in Commissione tributaria regionale, senza cioè averli prodotti in primo grado. Le parti del contenzioso devono rispettare le norme sul giusto processo. Peraltro, considerato che il processo tributario è basato prevalentemente sui documenti, sbagliano le parti del contenzioso, uffici o contribuenti, che eccepiscono in primo grado la tardiva o irrituale esibizione di documenti.

Come ricorda la Cassazione: «nel giudizio di appello davanti alle Commissioni tributarie regionali, le parti hanno facoltà, ai sensi dell’articolo 58, secondo comma del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, di depositare nuovi documenti, a nulla rilevando la eventuale irritualità della loro produzione in primo grado».

Peraltro, nel caso di contestazioni sui documenti allegati al ricorso, si applica l’articolo 22, comma 5, del decreto legislativo 546/1992. Esso stabilisce che: «Ove sorgano contestazioni, il giudice tributario ordina l’esibizione degli originali degli atti e documenti…». Inoltre, i giudici tributari devono applicare il secondo comma dell’articolo 101 del Codice di procedura civile, che è stato inserito, con effetto dal 4 luglio 2009, dall’articolo 45, comma 13, della legge 69/2009, allo scopo di evitare le cosiddette “sentenze a sorpresa”.

Esso dispone che, se il giudice «ritiene di porre a fondamento della decisione una questione rilevata d’ufficio, il giudice riserva la decisione assegnando alle parti, a pena di nullità, un termine, non inferiore a venti e non superiore a quaranta giorni dalla comunicazione, per il deposito in cancelleria di memorie contenenti osservazioni sulla medesima questione». Insomma, per un giusto processo, soprattutto quando, come nel caso del processo tributario basato prevalentemente sulla documentazione, fare eccezioni sulla esibizione tardiva o irrituale dei documenti in primo grado, significa soltanto perdere del tempo ed allungare inutilmente il contenzioso.

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2015-08-15/documenti-esibiti-anche-appello-081344.shtml?uuid=ACPbGAi