Facebook e democrazia, il dibattito dopo le parole di Orlando al Foglio: “Qui non parliamo di Facebook, qui parliamo del futuro della nostra democrazia” 28 Dicembre 2016 alle 10:31

Qualche settimana fa, prima che Zuckerberg ammettesse che Facebook è una media company, il ministro della Giustizia tedesco, Heiko Maas, ha rilasciato una serie di dichiarazioni sul tema che ha fatto discutere. Secondo Maas, “Facebook dovrebbe essere trattata a tutti gli effetti come una società di media piuttosto che come una piattaforma tecnologica per molte ragioni”. Una su tutte riguarda “il dovere di considerare Facebook penalmente responsabile per la mancata rimozione dei discorsi d’odio pubblicati sulle bacheche”.facebook

Il ministro della Giustizia italiano, Andrea Orlando, a colloquio con il Foglio, ha detto di pensarla allo stesso modo, e fa un passo in avanti nel ragionamento. “E’ arrivato il momento di mettere le cose in chiaro: Facebook non può essere più considerato un semplice veicolo di contenuti. Se su una bacheca vengono condivisi messaggi d’odio, o propaganda xenofoba, è necessario che se ne assuma le responsabilità non solo chi ha pubblicato il messaggio ma anche chi ha permesso a quel messaggio di essere letto potenzialmente in tutto il mondo. Al momento non esiste una legge che renda Facebook responsabile ma di questo discuteremo in sede europea prima del G7, per mettere a tema il problema senza ipocrisie”.

Proprio dalla sua pagina Facebook, il ministro della Giustizia ha risposto ai commenti di alcuni lettori sulla questione:

https://www.facebook.com/andreaorlandosp/photos/a.331192173640734.78041.329736553786296/1207886969304579/?type=3

A chi gli fa notare che “limitare l’uso di Facebook ha il sapore di regime totalitario in salsa Urss”, il ministro Orlando risponde: “Nessuno può limitarne l’uso e nessuno lo vuole, le bufale possono essere soltanto smentite, qui si tratta di chiedere ai gestori di contribuire al contrasto della propaganda d’odio”. Come pure a chi domanda: “Il bavaglio? Ma che siamo in Iran?!” Orlando ribatte che “la proposta di responsabilizzare i gestori dei social è stata avanzata per primo dal ministro tedesco”. Un altro utente ricorda: “I reati a mezzo web sono puniti dalla legge penale come quelli che avvengono nel mondo reale”. La replica di Orlando è che però il loro “numero è così grande da rendere assai difficile un’effettiva azione”.

Fonte:

http://www.ilfoglio.it/politica/2016/12/28/news/facebook-democrazia-orlando-foglio-dibattito-censura-bufale-112766/