L’Italia perde la sfida dei processi-lumaca

Fonte: IlSole24Ore, 22 ottobre 2018, di Marina Castellaneta e Bianca Lucia Mazzei

Processi civili e penali fra i più lunghi d’Europa e numero di giudici di molto inferiore alla media.

È questo, in sintesi, il quadro italiano che risulta dal settimo rapporto della Commissione europea per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa (Cepej).

Nonostante i progressi conseguiti soprattutto in campo civile, dove dal 2010 al 2016 (il periodo monitorato dai rapporti Cepej) l’arretrato è costantemente diminuito, la situazione dell’Italia è ancora molto pesante:

Ad esempio, ecco le differenze con la media UE nei processi civili:

I grado: 🇮🇹 514 giorni, 🇪🇺 233 giorni

II grado: 🇮🇹 993 giorni, 🇪🇺 244 giorni

III grado: 🇮🇹 1.442 giorni, 🇪🇺 238 giorni

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IL PRESIDENTE CNF SENTITO ALLA CAMERA SUL DDL BONAFEDE – Mascherin: fiducia tra Stato e cittadini o vince la corruzione

«BUROCRAZIA VERA CAUSA DEL MALAFFARE», HA DETTO IL VERTICE DELL’AVVOCATURA, CHE NEL DASPO E IN ALTRI PUNTI VEDE A RISCHIO «FINE RIEDUCATIVO DELLA PENA E PRINCIPIO DI RAGIONEVOLEZZA»

 

 

 

 

 

 

 

 

di ERRICO NOVI – IL DUBBIO 16 ottobre 2018

Mascherin ha richiamato i diversi profili critici che, a giudizio del Consiglio nazionale forense, si possono rilevare nel testo. Soprattutto rispetto ad «alcuni fondamentali presidi di garanzia: su tutti, la proporzionalità e la ragionevolezza delle sanzioni e la finalità rieducativa della pena sancita dall’articolo 27 della Costituzione».

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Bossetti, ultimo atto: i ragionevolissimi dubbi di un processo super-mediatico

DOMANI LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE

Non ci sarà Corrado Carnevale a presiedere domani la prima sezione della Corte di cassazione che deciderà della vita e della morte di Massimo Bossetti. Ma c’è la speranza che ci siano magistrati che, formati alla scuola di Carnevale, sappiano discutere con meticolosità se davvero nei due processi di assise e assise d’appello nei confronti del muratore bergamasco condannato per un orribile delitto, l’uccisione di una ragazzina di 13 anni, Yara Gambirasio, siano state osservate tutte le regole e le garanzie di uno Stato di diritto.

Fonte: Il Dubbio – giovedì 11 ottobre 2018
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