Canone di locazione tassabile anche se l’inquilino non lo versa

registrazione-contratto-locazioneLa mancata percezione dell’affitto per morosità del conduttore non ne impedisce l’assoggettamento a imposta sui redditi fino a quando interviene la risoluzione del contratto.

Ai sensi dell’articolo 26 del Tuir, il reddito imponibile degli immobili locati è quello risultante dal contratto di locazione, senza che nulla rilevi la concreta percezione dei canoni: questo l’essenziale principio di diritto ribadito dalla Cassazione, con la sentenza 11158 del 10 maggio, ancora una volta investita di una questione tanto rilevante quanto di oramai chiara lettura interpretativa.

Il fatto
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione avverso una sentenza della Commissione tributaria del Lazio che, in accoglimento del gravame proposto dal contribuente, aveva annullato un accertamento di maggior reddito da fabbricati emesso in relazione all’omessa denuncia, da parte del contribuente stesso, dei canoni di due contratti di locazione commerciale.
Per i giudici di appello, invece, l’ammontare delle pigioni non doveva essere dichiarato in quanto i canoni stessi non erano stati percepiti, stante l’inadempimento del conduttore.
Nel ricorso, l’Amministrazione finanziaria lamenta la violazione dell’articolo 26 del Tuir, nella considerazione della legittimità dell’accertamento basato, in generale, sull’imponibilità dei canoni di locazione, in vigenza del relativo contratto, ancorchè gli stessi di fatto non vengano percepiti.

La decisione della Corte suprema
Per i giudici di piazza Cavour, il ricorso è fondato e merita accoglimento. In particolare, la Corte inizia ricordando che, dagli atti di causa, risulta come durante il periodo di vigenza dei contratti, i canoni di locazione non erano stati corrisposti, tanto da dare luogo a decreti ingiuntivi, finalizzati al recupero del credito maturato.

In virtù del principio di diritto affermato dai giudici di legittimità “…la mancata percezione del canone locativo, per morosità del conduttore, non ne impedisce l’assoggettamento a imposta sui redditi fintantoché non sia intervenuta la risoluzione del contratto di locazione (v. Cass. n. 651/12)”.

Conclusioni
E’ opportuno inserire nei contratti di locazione la clausola in virtù della quale “LA MANCATA CORRESPONSIONE DI DUE CANONI MENSILI DI LOCAZIONE COMPORTA L’AUTOMATICA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO DI LOCAZIONE”.

Al verificarsi di tale evento sarà consigliabile fare seguire una lettera raccomandata di messa in mora con avvertimento che, protraendosi l’inadempimento, il contratto si risolverà ipso jure.