LA STAMPA – Carbone: “L’intento punitivo è chiaro. La politica si è compattata”

ROMA. Maurizio Carbone, perché l`Anm definisce punitiva e intimidatoria la riforma? «Per una serie di motivi. Il filtro era indispensabile per evitare ricorsi strumentali o intimidatori da parte di chi riceve una sentenza sgradita; così aveva sentenziato anche la Corte costituzionale. L`iter parlamentare dimostra invece l`intento punitivo:
il centrodestra voleva addirittura una rivalsa diretta sul magistrato e in
corso di causa! Il famoso emendamento Pini, approvato per ben due volte da un ramo del Parlamento. Sarebbe stato un caso unico al mondo».

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Ddl concorrenza, professioni in rivolta (Il Sole 24 Ore)

Gli avvocati sono molto critici rispetto all’obbligo di preventivo («impossibile fare previsioni attendibili visto i tempi e le storture della giustizia», si legge in una nota) e criticano il “pacchetto” Rc auto che tra l’altro prevede l’obbligo di indicare i testimoni, in caso di incidenti con soli danni alle cose, non oltre il momento della denuncia. Continua a leggere

Sinistri, accordi a rischio flop

Le compagnie potrebbero confermare il comportamento tenuto con la mediazione (Fonte: ITALIA OGGI SETTE)

Lun. 16 – Negoziazione assistita a rischio flop. Per il risarcimento danni da incidenti stradali, materia per la quale il nuovo istituto costituisce vincolo di procedibilità, le compagnie di assicurazione potrebbero confermare il comportamento tenuto per la mediazione obbligatoria: cioè non presentarsi mai. Nei mesi di obbligatorietà del tentativo di conciliazione per l’Rc auto, prima della sentenza della Corte Costituzionale che ha bloccato il dlgs n. 28/2010, il tasso di non comparizione dell’assicurazione ha raggiunto quota 96,2%. Motivo: la scarsa convenienza dell’istituto. Continua a leggere

Avvocati, Di Maggio è il nuovo presidente. Tutti i nomi dei consiglieri

ffluenza record per le elezioni di rinnovo del consiglio dell’ordine degli avvocati di Taranto. Il 29, 30e 31 gennaio più di 2.300 avvocati di Taranto e provincia (su un totale di circa 3500 iscritti) si sono recati alle urne. Col nuovo regolamento elettorale i consiglieri da eleggere sono passati da 15 a 21 con un terzo del genere meno rappresentato. La lista più suffragata è stata “Voci del Foro” a sostegno del candidato presidente Vincenzo Di Maggio, già presidente della scuola forense.

La lista ottiene 14 consiglieri occupando i due terzi del nuovo consiglio: oltre a Di Maggio, sono consiglieri Rino Levato, Vito Fico, Paola Donvito, Sebastiano Comegna, Cristina Gigante, Antonio Fortunato, Mara Ostilio, Imma Caricasulo, Loredana Ruscigno, Luca Andrisani, Francesco Murianni, Rocco Giuliani e Donato Salinari.

Il nuovo consiglio, composto per un terzo da donne, prossimamente si riunirà per nominare ufficialmente nuovo presidente dell’ordine l’avvocato Vincenzo Di Maggio. Riceve la guida dell’ordine in eredità dall’avvocato Angelo Esposito, per gli ultimi 11 anni presidente dell’ordine forense ionico, ora eletto all’unanimità nel Consiglio nazionale forense come rappresentante del distretto della Corte d’appello di Lecce.