io, avvocato di strada, sempre sui pedali

 

AVVOCATO,
MESTIERE O VOCAZIONE?

«La domanda che viene spesso è la stessa che mi pongo ogni volta che, correndo in bici, mi manca il fiato e le gambe diventano pesanti: ma chi me lo ha fatto fare? Perché, in fondo, quest’arte ce la siamo scelta noi. E non riusciamo a fare a meno di donarci alla causa dei clienti, perché le loro storie personali, i loro racconti e le esperienze diventano le nostre strade. E’ una questione di contatto
quotidiano con la realtà».


SEMPRE IN EQUILIBRIO,COME SULLA BICICLETTA.
«In sella alla mia bici ho imparato a dare il giusto senso alle cose, affrontando un problema per volta, perché in qualunque direzione si stia andando, sarà sempre in salita e controvento. Comandi tu, non dipendi da nessuno.
Ma devi spingere sui pedali. Con sacrificio, voglia di fare e volontà. Rilanciando sempre. Perché scadono i termini, c’è un tempo limite per ogni atto e per ogni difesa.
E’ la professione più sociale al mattino, nelle aule d’udienza, come quando si è tutti in gruppo. Ma poi, a sera, siamo soli in studio mentre le strade fuori diventano deserte e i negozi sono già tutti con la saracinesca abbassata. Chiudiamo noi la corsa. Ma non si molla. Mai. Tagliare il traguardo. Sempre».

MA LEI HA ANCHE ALTRE PASSIONI, COME QUELLA
PER L’ASSOCIAZIONISMO E LA POLITICA.

«Ho fatto politica fin dai tempi del liceo. Facendo il dirigente sportivo per uno
sport a misura d’uomo, che non escluda nessuno perché tutti hanno diritto agli
stessi spazi e alle medesime opportunità  Ho fatto l’amministratore pubblico della
mia Martina Franca per contrastare lo spreco di risorse e garantire una maggiore
equità. E ho fatto il dirigente di partito. Perché la politica va esercitata in tutti gli
ambiti della propria vita.
Attualmente ricopro solo l’incarico di Presidente nazionale della commissione
di giustizia sportiva del CSI. Staccherò la spina alla scadenza del secondo
mandato in corso. Così come ho sempre scelto di fare per non rischiare
di affezionarmi troppo alle poltrone. Altrimenti la politica non è più un servizio
ma diventa un mestiere».

UN IMPEGNO CHE LA VEDE CANDIDATO NELLE PROSSIME ELEZIONI DEL CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI.
«In politica – a tutti i livelli – c’è sempre bisogno di rinnovamento. Che significa anzitutto ricambio nell’accesso e nella gestione degli organi di rappresentanza. Anche in politica forense non ci può essere rinnovamento se non c’è avvicendamento nelle funzioni di governo dell’avvocatura.
La ormai nota sentenza della Corte di Cassazione a sezioni unite – che ha sancito il divieto immediato di potersi ricandidare per chi ha già svolto (anche solo in parte) due mandati – è principio di diritto ed è anche un principio morale che è fondamentale per l’agire politico, perché in politica, anche in politica forense, la questione morale viene prima di ogni altra questione e prima ancora della stessa politica.
Ecco perché ho sottoscritto la mia proposta di candidatura per il Rinnovamento
del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Taranto con Mirella Casiello».

QUALI SONO LE SUE PROPOSTE?
«Il nuovo Consiglio dovrà essere il consiglio dell’ordine di tutti gli avvocati e non
solo degli eletti. Il nuovo Consiglio dell’Ordine deve apparire meno “conservatore” e avere, invece, un dovere di solidarietà da realizzare con azioni e misure che possano determinare le condizioni per una più equa redistribuzione delle opportunità allo scopo di sostenere le fasce più deboli della professione: oltre il 50% del foro jonico è composto da avvocati infra 50enni, in maggioranza donne, le cui difficoltà che quotidianamente incontrano nell’esercizio dell’attività professionale sono ben note. Soprattutto per loro il nuovo Consiglio dovrà reclamare liquidazione di onorari senza discriminazioni di sesso, di età e/o di … notorietà; il nuovo consiglio dovrà rigorosamente osservare il divieto di assumere incarichi da parte dei consiglieri dell’ordine; dovrà rendere pubblico e aggiornare continuamente l’elenco che il Presidente del Tribunale redige – come da Circolare CSM 13.10.2016 – di tutti gli incarichi conferiti a qualsivoglia titolo agli avvocati del foro di Taranto; e dovrà pubblicare tutti gli incarichi di Mediazione allo scopo di garantire l’effettivo rispetto dei criterio di turnazione, anche bilanciando quantità e valore degli incarichi».

UN APPELLO AL VOTO, ALLORA.

«Ai colleghi del foro di Taranto e in modo particolare ai colleghi della mia città,
Martina Franca, chiedo di condividere il progetto di rinnovamento delle persone,
dei metodi e delle cose da fare, per garantire a tutti, finalmente, pari
opportunità. Il 16-17-18 maggio chiedo di andare a votare per me e per tutti i
candidati della lista RINNOVAMENTO CON MIRELLA CASIELLO scegliendo
di cambiare».

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Il nuovo CNF è già a rischio ricorso. Mirella Casiello su Italia Oggi

 

 

 

IL NUOVO CNF È GIÀ A RISCHIO RICORSO (ItaliaOggi, 5.3.2019)

Il nuovo Consiglio nazionale forense ha i piedi d’argilla. Questo a causa dei troppi mandati consecutivi svolti da dieci componenti del Cnf per il quadriennio 2019-2022.
Sono già pronti, infatti, una serie di ricorsi che saranno presentati al momento della proclamazione, sulla scia della sentenza delle Sezioni unite 32781/2018.
La sentenza in questione è intervenuta sui criteri di eleggibilità degli avvocati candidati ai consigli dei vari ordini locali; l’analisi parte dall’articolo 28, comma 5, dell’ordinamento forense (legge 247/2012) che stabilisce come i consiglieri non possano essere eletti per più di due mandati.
La disposizione è stata, poi, sostituita dall’articolo 3, comma 3, della legge 113/2017 (cosiddetta legge Falanga) che dispone: «I consiglieri non possono essere eletti per più di due mandati consecutivi». Su queste basi, l’avvocato Antonino Maria Cremona presentava ricorso contro la proclamazione di alcuni degli eletti del Coa di Agrigento; ricorso prima rigettato dal Cnf e poi, invece, accolto dalla Cassazione che, nella sentenza, ha enunciato il seguente principio di diritto: «in tema di elezioni dei Consigli degli ordini circondariali forensi, la disposizione dell’art. 3, comma 3, secondo periodo, della legge 12 luglio 2017, n. 113, in base alla quale i consiglieri non possono essere eletti per più di due mandati consecutivi, si intende riferita anche ai mandati espletati anche solo in parte prima della sua entrata in vigore». La questione è arrivata sul tavolo del governo, che ha prima approvato un decreto (dl 2/2019) e poi inserito nella legge semplificazioni (legge 12/2019) una disposizione identica al principio enunciato dalle sezioni unite. La Cassazione ha rimandato la decisione al Cnf che, la scorsa settimana, ha sospeso il giudizio per chiedere il parere alla Corte costituzionale sulla legittimità non solo della sentenza della Cassazione e dei successivi interventi governativi, ma anche della disposizione sul limite di mandati (art.3, comma 3, legge 113/2017).
La sentenza, come detto, fa specifico riferimento alle elezioni dei Coa, visto il ricorso presentato contro le elezioni ad Agrigento. Una disposizione identica, però, è prevista nell’ordinamento forense anche per il Cnf; infatti, l’articolo 34 afferma che i suoi componenti non possono essere eletti consecutivamente più di due volte nel rispetto dell’equilibrio tra i generi. La scorsa settimana, il Cnf ha reso noto i nomi degli eletti del nuovo Consiglio, così come comunicati dalla commissione ministeriale preposta; tra questi, dieci presentano problemi di eleggibilità secondo l’articolo 34 della legge 247/2012. Per far valere questi regimi, però, sarà necessario un nuovo caso Agrigento. Alcuni avvocati sono già pronti. È il caso, ad esempio, di Mirella Casiello, già presidente dell’Organismo unitario dell’avvocatura, che ha terminato il ricorso avverso la elezione dei componenti del Cnf che si trovano nelle condizioni di ineleggibilità previste dalla legge professionale. «Numerosi avvocati aderiranno alla iniziativa per riportare il rispetto delle regole nelle Istituzioni forensi. È evidente che il principio di diritto sancito dalle Ssuu 32781/18 è immediatamente applicabile anche al Cnf. Del resto, la Cassazione, già nel maggio 2018, si è già espressa in tal senso in merito al Consiglio nazionale dei commercialisti» è il commento dell’avvocato Casiello.

Ho sottoscritto la mia proposta di candidatura per il #Rinnovamento del Consiglio con Mirella Casiello PERCHÉ

Ho sottoscritto la mia proposta di candidatura per il #Rinnovamento del Consiglio con Mirella Casiello PERCHÉ…

Pubblicato da Studio degli Avvocati Maria e Paolo G. D'Arcangelo su Giovedì 3 gennaio 2019

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